L’incidenza dell’influenza nella popolazione adulta: perché è importante vaccinarsi

Nonostante un clima ancora mite, si avvicina il periodo dell’influenza, malattia virale contagiosa che infetta le vie aeree (naso, gola, polmoni). Secondo l’Istituto Superiore di Sanità si stimano dai 5 agli 8 milioni di persone ogni anno che si ammalano di sindromi influenzali. L’influenza si trasmette facilmente attraverso goccioline di muco e di saliva, tossendo o starnutendo, ma anche, per esempio sui mezzi pubblici, stando vicino a persone che parlano, o anche attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Le manopole dei carrelli dei supermercati, utilizzati da più persone possono essere un veicolo. Non dimenticarsi mai che una delle più importante forme di prevenzione (non solo per l’influenza) è quella di lavarsi spesso le mani con acqua e sapone. Inoltre è consigliabile coprire la bocca e il naso con un fazzoletto quando si tossisce e starnutisce e poi gettarlo nella spazzatura; aerare regolarmente le stanze in cui si soggiorna. Si può essere contagiosi prima di sapere di essersi ammalati, dal giorno prima della comparsa dei sintomi fino a 5-7 giorni dopo (soggetti adulti). I bambini piccoli e i soggetti con sistemi immunitari fragili, potrebbero rimanere contagiosi anche più a lungo. Per l’alta contagiosità è importante vaccinarsi, in modo da cercare di contenere per quanto possibile il diffondersi dei virus. Così anche le persone che non fanno uso del vaccino possono avere un certo grado di protezione, dato dalla cosiddetta ‘immunità di gregge’.
I sintomi dell’influenza sono: febbre o febbricola, astenia, malessere, mal di testa, dolori muscolari; possono essere accompagnati da tosse, mal di gola, mancanza di respiro. L’influenza però può essere complicata da disidratazione, polmoniti batteriche, dal peggioramento di malattie preesistenti (quali ad esempio il diabete, malattie immunitarie o cardiovascolari e respiratorie croniche), dalle sinusiti e dalle otiti (queste ultime soprattutto nei bambini). Tutte le complicanze possono colpire soggetti perfettamente sani anche giovani-adulti. Le epidemie influenzali annuali sono associate a aumento dei ricoveri ospedalieri e mortalità elevata.
In uno studio francese* si è dimostrato che nel plasma di 1.700 donatori di sangue (età 20-70 anni), prima dell'epidemia influenzale del 2009/10, la presenza di anticorpi protettivi contro l’influenza era solo del 6.7%, con nessuna differenza tra le fasce di età. Dopo la pandemia invernale, nel prelievo effettuato nel giugno 2010 sugli stessi donatori, la presenza di anticorpi era salita al 23.0%, soprattutto nelle fasce di età giovane-adulta e in chi aveva già una positività. Questa percentuale è stata giudicata largamente insufficiente per il target che una campagna vaccinale dovrebbe raggiungere: secondo il Centre for Disease Vaccination di Atlanta infatti bisognerebbe vaccinare il 75% della popolazione.
Molti studi hanno dimostrato che il rischio di ricovero ospedaliero per l’influenza  dopo l’introduzione delle campagne di vaccinazione da parte del Ministero della Sanità è diminuito in maniera notevole. Per esempio, nella stagione 2011/2012 i ricoveri per l’influenza contratta dopo la vaccinazione si sono ridotti del 71% nei soggetti di tutte le età e del 77% negli adulti di almeno 50 anni.
La vaccinazione è quindi un mezzo efficace e sicuro per prevenire la malattia e le sue complicanze .
Il periodo più indicato per effettuare la vaccinazione antinfluenzale, per la situazione climatica dell’Italia e per l’andamento del picco mostrato dalle epidemie influenzali va da metà ottobre a fine dicembre.
Tutti i vaccini in commercio nel nostro paese sono inattivati, ovvero non contengono virus interi e attivi.
Per quest’anno si prevede un’influenza particolarmente virulenta, secondo le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), perché c’è stata una nuova variante antigenica, per cui i sintomi dell’influenza 2018 e la durata, saranno maggiori rispetto agli altri anni, e si contageranno molte più persone.
Il vaccino antinfluenzale è indicato per tutti i soggetti che desiderano evitare la malattia influenzale e che non abbiano specifiche controindicazioni.
La vaccinazione contro l’influenza avviene mediante inoculazione intramuscolare, nel muscolo deltoide del braccio. Negli adulti e nei bambini sopra i 9 anni è sufficiente una sola iniezione annuale.
La vaccinazione è gratuita per i gruppi a rischio, ma anche se non si appartiene ad un gruppo a rischio il costo del vaccino non supera i 10 euro.
Le categorie per le quali il vaccino antiinfluenzale è gratuito, secondo le indicazioni del Ministero della Salute sono:
> Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza:
- malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico-ostruttiva-BPCO);
- malattie dell'apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite;
- diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con BMI >30);
- insufficienza renale/ surrenale cronica;
- malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie;
- tumori;
- malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV;
- malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale;
- patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici;
- patologie associate ad aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari);
- epatopatie croniche.
> Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.
> Donne che all'inizio della stagione epidemica si trovano nel secondo e nel terso trimestre di gravidanza.
> Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti.
> Medici e personale sanitario di assistenza (infermieri, OSA, fisioterapisti …): è facile comprendere che la vaccinazione di questo personale tutela loro stessi e i pazienti con i quali sono a diretto contatto.
> Familiari e contatti di soggetti ad alto rischio: anche in questo caso la vaccinazione costituisce una sorta di protezione nel riguardo di soggetti già fragili per le loro patologie. Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori:
- forze di polizia;
- vigili del fuoco.
> Altre categorie socialmente utili potrebbero avvantaggiarsi della vaccinazione, per motivi vincolati allo svolgimento della loro attività lavorativa; a tale riguardo, è facoltà delle Regioni/PP.AA. definire i principi e le modalità dell’offerta a tali categorie.

Infine, è pratica internazionalmente diffusa l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione antinfluenzale da parte dei datori di lavoro ai lavoratori particolarmente esposti per attività svolta e al fine di contenere ricadute negative sulla produttività.
Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani:
> allevatori;
addetti all'attività di allevamento;
addetti al trasporto di animali vivi;
macellatori e vaccinatori;
veterinari pubblici e libero-professionisti.

Daniela Mari

I vaccini 2017-2018
Per la stagione 2017-2018 la composizione vaccinale trivalente è la seguente:
> A/Michigan/45/2015 (H1N1) - nuova variante
> A/Hong Kong/4801/2014 (H3N2) - presente anche nel vaccino 2016/2017
> B/Brisbane/60/2008 (lineaggio B/Victoria) - presente anche nel vaccino 2016/2017.
Vi è anche un vaccino quadrivalente, nel quale viene inserito il virus B/Phuket/3073/2013 (lineaggio B/Yamagata).
 
 
Bibliografia
Bone A et al: Incidence of H1N1 2009 virus infection through the analysis of paired plasma specimens among blood donors, France . PLoS One. 2012;7(3):e33056.
 

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