Ferro e donazione al Centro

Quando si parla di carenza di ferro il pensiero corre alla donazione di sangue con la quale si perdono circa 200 mg. Come si individua la carenza di ferro? Quando si trasforma in anemia? A questi ed altri quesiti risponde la dottoressa Alessandra Berzuini

Quale è la funzione del ferro nel nostro organismo?
Il ferro è un componente essenziale per la produzione dell’Emoglobina (Hb), la proteina contenuta nei globuli rossi che trasporta l’ossigeno ai tessuti. Esso è quindi elemento chiave per l’energia del corpo umano. Ma c’è anche un ferro di riserva, contenuto nei tessuti sotto forma di Ferritina

Cosa accade quando manca il ferro?
Inizialmente si riducono le riserve corporee di ferro, e si parla di carenza di ferro. Se il ferro non viene recuperato, a poco a poco si va incontro alla riduzione anche della emoglobina, e qui si parla di anemia da carenza di ferro.

Carenza di ferro: è caratterizzata da livelli di ferritina inferiori a 30 ng/mL nell’uomo e 15 ng/mL nella donna. In questo caso un possibile segno di iniziale carenza di ferro è anche la progressiva riduzione del volume dei globuli rossi (VGM) o dei valori di emoglobina. In questi casi possono comparire sintomi lievi come facile affaticabilità, disturbi del sonno, aumento della caduta dei capelli.
Anemia da carenza di ferro: Si parla di anemia quando i valori di Hb scendono al di sotto di 12 g/dL e 13 g/dL rispettivamente nella donna e nell’uomo. Qui la fatica sotto sforzo si accentua e può manifestarsi anche a riposo.

Come si instaura la carenza di ferro? 
La causa più frequente nelle donne sono i flussi mestruali abbondanti. Nella lista delle possibili cause troviamo anche l’attività sportiva intensa, il sanguinamento (ad esempio lo stillicidio dal plesso emorroidale) o l’alimentazione povera di ferro. Le diverse cause possono ovviamente sommarsi tra di loro. 

La donazione di sangue può causare carenza di ferro?
Dobbiamo tener presente che con la donazione di sangue si perdono circa 200 mg di ferro. Il controllo ripetuto dell’emocromo e il controllo annuale della ferritina nei donatori di sangue permettono di prevenire e correggere la carenza di ferro. Se del caso, già durante la visita medica ai donatori vengono consegnate le compresse di ferro con le corrette indicazioni sulle modalità di assunzione.  

Le compresse di ferro sono dannose?
Assolutamente no. Sono compresse di solfato di ferro, lo stesso sale contenuto negli alimenti. L’assorbimento del ferro, inoltre, è regolato da un meccanismo sofisticato, tale per cui non viene assorbito più ferro di quanto non sia necessario.
E se assunte correttamente non producono effetti secondari. Proprio per quei meccanismi che ne regolano l’assorbimento, il corpo può assimilare giornalmente solo piccole quantità di ferro: se ne assumiamo in eccesso, il corpo provvede ad eliminarlo attraverso l’intestino. Questa quantità eliminata può determinare, in certi casi, fenomeni irritativi (stipsi, diarrea). Per questo motivo i Medici del Centro consigliano sempre l’assunzione del ferro a giorni alterni: questo permette il migliore risultato prevenendo gli effetti secondari.

Quali sono i cibi che contengono ferro? 
Il ferro maggiormente biodisponibile lo si trova nelle carni rosse. Tuttavia non è indicato aumentarne l’assunzione, perché un consumo elevato di proteine è dannoso all’organismo. La carne ha anche un contenuto elevato di sostanze nocive per la salute, che vengono introdotte durante la lavorazione e conservazione (ciò vale in particolare per i salumi). Non dimentichiamo che numerosi studi epidemiologici associano alcune patologie tumorali e cardiovascolari con l’uso eccessivo di carni rosse.
Altri cibi che contengono ferro, anche se in misura molto minore, sono: frutti di mare, legumi, spinaci, quinoa, broccoli, tofu, cavolfiore.

Gli alimenti sono sufficienti al nostro fabbisogno di ferro?
Per una grande parte della popolazione mondiale la risposta è no. Pensate che al mondo, per molteplici cause, ci sono due miliardi di soggetti carenti di ferro (è la patologia più diffusa al mondo!!). La supplementazione con le compresse di ferro è quindi il rimedio più efficace, semplice e salutare.

Quali sono i vantaggi per il donatore carente di ferro?
Le donazioni sono l’occasione di un controllo per la salute che altrimenti la maggior parte delle persone non effettuerebbe. Per ciò che riguarda la carenza di ferro sia il donatore periodico che il nuovo donatore sono valutati da uno specialista ematologo che valuta la situazione, consegna, se indicato, le compresse di ferro indicandone le modalità di assunzione e la durata della supplementazione. Ove si riscontrasse una patologia sottostante il donatore viene assistito nel percorso diagnostico e terapeutico. 
Amici e parenti con una storia di carenza di ferro possono essere tranquillamente invitati a donare il sangue dove, anzi, possono trovare un controllo personalizzato, corretto ed efficace.

Intervista di Anna Parravicini

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