Alimentazione e stili di vita in età scolare

L’alimentazione e gli stili di vita corretti nel bambino in età scolare sono temi sempre di grande attualità, perché costituiscono le basi per una vita sana: non è il singolo alimento ad essere dannoso ma l’atteggiamento scorretto causa di possibili patologie nel bambino e successivamente nell’adulto. Abbiamo intervistato sull’argomento il professor Carlo Agostoni, Direttore dell’Unità Operativa di Pediatria dell’Ospedale Maggiore Policlinico
 
È così importante impostare una corretta alimentazione fin dall’età pediatrica?
L’alimentazione e in generale gli stili di vita fin dall’età pediatrica sono importanti, perché diventano abitudini nell’adulto. Se il bambino impara a mangiare bene, un po’ di tutto e non troppo, lo farà anche da adulto, allo stesso modo le abitudini scorrette instaurate da bambini continuano e saranno difficilmente correggibili da adulti. Questo riguarda oltre che l’alimentazione, anche l’attività fisica, il fumo ecc.
 
Quali sono gli errori alimentari più comuni e più pericolosi nell’alimentazione di un bambino in età scolare?
Diciamo che oggi, più che il singolo alimento, si tende ad individuare l’atteggiamento scorretto che porta a deragliare da una dieta equilibrata e varia. Il pericolo principale risiede nella possibilità di perdere l’educazione alimentare acquisita in famiglia a favore delle abitudini del gruppo. Nella maggior parte dei casi i principi alimentari costruiti in famiglia sono i migliori: sedersi a tavola insieme, oltre a garantire una varietà nella dieta, assicura maggiore controllo sugli stili alimentari del bambino, rispetto a ciò che avviene nel gruppo o in generale all’esterno delle mura domestiche. La stessa refezione scolastica, pur prestando attenzione alla composizione dei menù, non riesce a controllare ciò che ogni singolo bambino mangia. La funzione di equilibrio e controllo è più efficace a livello famigliare.
L’ambiente famigliare è un po’ come il latte materno, è quell’elemento in più che dovrebbe assicurare l’affettività, il controllo (non quello poliziesco).
Negli Stati Uniti, dove le abitudini alimentari si instaurano per lo più al di fuori del nucleo famigliare e dove i bambini fin dall’età scolare sono spesso lasciati soli da mattina a sera, l’indice di obesità infantile è molto alto e una delle cause principali risiede proprio in questa situazione.
 
Quali le patologie più diffuse legate ad una cattiva alimentazione?
In passato le patologie legate all’alimentazione erano per lo più di origine organica (come ad esempio l’indigestione) in seguito gli effetti del danno alimentare si sono spostati sul lungo periodo: cioè mangi male oggi a breve o medio termine diventi obeso e a lungo termine puoi incorrere in malattie cardiovascolari.
A questo io aggiungerei oggi un terza  patologia dipendente dall’alimentazione, che è quella legata all’eccesso di attenzione al cibo e che può provocare nei bambini (ormai non solo più nelle femmine ma anche nei maschi) altrettanto serie problematiche, quali l’anoressia/bulimia mentale o ortolessia (mania sugli alimenti di qualsiasi tipo) che tolgono la serenità nell’approccio all’alimentazione e creano seri danni organici all’individuo.
A latere possiamo anche individuare un aumento di risposte allergiche agli alimenti.
Contrariamente a ciò che si pensava, fattore di rischio nell’insorgenza delle allergie non è la precoce esposizione agli alimenti, ma gli inquinanti o gli additivi contenuti negli stessi che provocano queste reazioni anche avanti negli anni.
Possiamo inoltre aggiungere che l’eccessiva ingestione di energia, che in realtà non si traduce solo in un aumento della massa grassa, sia la causa di un incremento di quegli indici infiammatori che oggi si ritengono all’origine delle patologie autoimmuni e cardiovascolari e dei tumori stessi.
 
Quali sono le necessità nutrizionali di un bambino in età scolare?
Le necessità alimentari dovrebbero essere quelle dettate dall’istinto di fame, quando inizia l’istinto di sazietà non va spiazzato dalla presentazione di cibi appetibili (troppo salati o troppo dolci).
Se il bambino è sazio e non ha più fame va bene così. Se poi ci sono questioni psicologiche che fanno si che un bambino anche se affamato non mangi, allora questo è un altro discorso. Un bambino che ha generalmente un sano appetito, in presenza di febbre è possibile che non voglia mangiare. In questo caso è sbagliato forzarlo, perché questo è un tipo di risposta all’infezione che il corpo sviluppa mettendo in azione le risorse naturali del bambino. In linea generale è giusto seguire le indicazioni alimentari e i consigli delle linee guida istituzionali, ma il principio generale è quello di non avere mai paura che il bambino occidentale mangi poco.
 
La prima colazione è un pasto così importante? E come dovrebbe essere una prima colazione corretta? E come gli spuntini e le merende?
Le raccomandazioni che riguardano la prima colazione sono univoche: se tu fai una prima colazione equilibrata e assumi un apporto energetico adeguato hai meno istinto di fame nel corso della giornata. In realtà questo avviene a metà giornata. Una ricca colazione nel bambino ha un senso perché il metabolismo tende a diminuire la produzione di zucchero e glucosio per conto suo, quindi è corretto dare delle fonti di zucchero al bambino (non dirette) ma attraverso cereali , biscotti secchi, velo di marmellata spalmato sul pane, corretto, inoltre aiuta anche a superare quel senso di sonno che altrimenti può perdurare per le prime ore della giornata.
Altri alimenti che si possono utilizzare senz’altro per la prima colazione e per spuntini e merende sono: latte o in alternativa yogurt, (sarebbe meglio quello più naturale e acido possibile) inoltre alimenti ricchi di vitamine e fibre, verdure (ad esempio carote e finocchi), frutta di stagione matura, frutta secca e noci che sono fonte di ferro e di calcio contengono proprietà come fibre espandibili utili ad accellerare il transito gastrointestinale. Se estate, a merenda, un gelato può costituire una valida scelta.
 
Può fornirci qualche consiglio per un’alimentazione corretta e più in generale per stili di vita corretti?
Possiamo riassumere queste raccomandazioni in un semplice decalogo:
1. Vita attiva, con poche occasioni di sedentarietà (TV, computer). L’ideale è ritagliare ogni giorno un totale di 45-60 minuti di attività aerobica moderata e prolungata (andare a scuola a piedi, camminare a passo svelto, fare le scale, giocare a palla, saltare la corda, andare in bicicletta, pattini, skateboard).
2. Mangiare 4-5 volte al giorno, suddividendo correttamente le calorie: ricca prima colazione, spuntino, pranzo (maggiore pasto della giornata), merenda, cena (meno ricca del pranzo).
3. Ricca prima colazione: latte/yogurt + cereali (pane, fette biscottate, muesli, biscotti secchi) + frutta, frutta secca o marmellata.
4. Pranzo e cena devono saziare ed essere pasti completi:
- piatto unico pasta/riso/farro/orzo/quinoa/amaranto/polenta conditi con carne o pesce o legumi o formaggio o uova, verdura di stagione, frutta di stagione.
- pasta/riso/farro/orzo/quinoa/amaranto conditi con verdura, carne o pesce o legumi o formaggio o uova, verdura di stagione, frutta di stagione
5. Ogni giorno 2 porzioni di verdura di stagione e 3 di frutta di stagione (non frullata né passata).
6. I 14 pasti settimanali possono essere così suddivisi:
- CARNE non più di 4 volte a settimana
- PESCE 3-4 volte a settimana
- LEGUMI 3-4 volte a settimana
- FORMAGGIO 1 volta alla settimana
- UOVA 1-2 volte a settimana
7. Il condimento da preferire è l’olio d’oliva extravergine.
8. Metodi di cottura: in umido, a vapore, al forno.
9. Alimenti e bibite da limitare: pane, succhi di frutta, bibite, dolciumi.
10. Bere tanta acqua ogni giorno al pasto e tra i pasti. 

Intervista di Eloisa Consales

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