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Il riso per la ricerca

Davide Del Corno, milanese, laureato in Economia e Management delle Amministrazioni Pubbliche presso l’Università Bocconi, donatore di sangue e volontario presso l’Associazione “Amici”

Caro Davide, per prima cosa raccontaci di te!
Molto volentieri! Ho 32 anni, sono papà di due bambini e sono affettivamente molto legato all’Associazione Amici, perché in questi anni è stata la mia casa come donatore, volontario, stagista e lavoratore.
Quasi dieci anni fa, al termine di una donazione, sono stato “pescato” - come dice lui - dal dottor Marmiroli, che in un fugace incontro è riuscito a trasmettermi tutta la sua passione per la promozione della donazione di sangue. 
Da quella chiacchierata è nato il progetto della mia testi di laurea in Economia e Management delle Amministrazioni Pubbliche e, in un certo senso, tutto il mio futuro percorso professionale, a tutt’oggi ancora legato alla Ca’ Granda, nelle sue diverse e ricchissime sfaccettature.

Di cosa ti sei occupato come volontario della nostra Associazione?
Insieme al dottor Marimiroli mi sono dedicato allo sviluppo del progetto “Comunità etniche” per promuovere la donazione di sangue all’interno delle affiatatissime comunità straniere, in particolare quella filippina e quella sudamericana. Grazie al professor Sirchia e la dottoressa Parravicini ho partecipato alle riprese del cortometraggio “Rosso Vivo” mentre, sotto la guida del dottor Achille Lanzarini della Direzione Strategica dell’Ospedale, ho analizzato l’organigramma del Centro Trasfusionale da un punto di vista economico e gestionale.
Un periodo intenso e imprevedibile, fatto soprattutto di incontri con le tantissime persone che credono nella donazione di sangue: chi come donatore, chi come medico, infermiere o trasportatore delle sacche di sangue donato. 

Come è proseguito il tuo percorso professionale?
Sempre “sotto le ali” della Ca’ Granda mi sono occupato di valutazioni organizzative in ambito sanitario e, dal 2012, dell’immenso patrimonio del nostro Ospedale. 
Il Policlinico è infatti rinomato per l’eccellenza delle sue cure mediche, ma pochi sanno che è anche il più grande proprietario di terreni agricoli d’Italia: 85 milioni di metri quadri e 100 cascine, frutto delle donazioni ricevute, sin dal 1456, dal Duca di Milano e soprattutto da nobili e ricchi cittadini milanesi. 
Nel 2015, il Policlinico ha creato la Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, guidata fin dalla nascita dal dottor Lanzarini, per gestire questo patrimonio con una missione precisa: produrre risorse economiche per i progetti di ricerca scientifica, di umanizzazione delle cure e di tutela delle numerose opere d’arte dell’Ospedale. 
Attualmente sono responsabile Commerciale, Sviluppo e Raccolta Fondi della Fondazione, con il duplice obiettivo di generare, tramite l’affitto dei terreni, risorse economiche per l’Ospedale e di promuovere progetti di sviluppo in ambito naturalistico, alimentare, turistico, agricolo e culturale.

A proposito di progetti andati a buon fine vogliamo sapere tutto sull’ultimo nato: il Riso Ca’ Granda!
Per valorizzare l’incredibile storia del suo patrimonio rurale la Fondazione ha creato una nuova linea di prodotti alimentari a marchio Ca’ Granda, i cui proventi sono destinati a sostenere la ricerca scientifica del Policlinico. Due anni fa è nato il Latte Ca’ Granda, lo scorso 25 ottobre sono stati presentati il Riso e i Risotti Ca’ Granda, ora disponibili nei supermercati Carrefour; si tratta di prodotti unici al mondo, perché fanno bene all’uomo, all’ambiente e… alla ricerca! 
E non si tratta di semplice riso, ma di un’occasione per fare conoscere e rivivere la storia della Ca’ Granda e del rapporto con la sua campagna, da cui nei secoli l’Ospedale faceva arrivare i prodotti della terra per la mensa di ricoverati e bisognosi; oggi recuperare questa tradizione significa valorizzare le produzioni tipiche del nostro territorio e l’impegno degli agricoltori verso la sostenibilità. 
Il Riso Ca’ Granda proviene dalla Cascina Battivacco, una cascina storica della Ca’ Granda immersa nel Parco Agricolo Sud Milano, dove la famiglia Fedeli lo coltiva da quattro generazioni.

E la cosa più bella è che, proprio per questo progetto, avete pensato di coinvolgere i nostri donatori!
Certo! Durante le 4 giornate di promozione del Riso Ca’ Granda presso l’atrio della Clinica Mangiagalli abbiamo regalato una confezione di riso a tutti i donatori che in quei giorni hanno effettuato una donazione di sangue. 
Centinaia di donatori sono venuti entusiasti a ritirare il loro omaggio, ma questo è stato solo l’inizio della collaborazione tra la Fondazione e l’Associazione, che nei prossimi mesi si concretizzerà in altre belle iniziative.
Non posso svelare nulla, ma vi anticipo che avremo modo di scoprire, insieme, le meravigliose terre della Ca’ Granda e gustare i prodotti di fronte ai campi in cui vengono coltivati!

Un vero e proprio arrivederci, allora! E in bocca al lupo…

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