Temi in evidenza

Guida per una prevenzione secondaria dei tumori mammari

Dai dati epidemiologici riportati in letteratura, oggi dobbiamo aspettarci che ogni anno vengano diagnosticate ex novo almeno 1 milione di nuove neoplasie mammarie nei Paesi con più alta incidenza di tale patologia quali il Nord America, il Nord Europa, l’Italia, la Francia e la Germania, ed anche se le nuove cure hanno portato ad una diffusa riduzione della mortalità, la diagnosi precoce rappresenta ancora un momento fondamentale per garantire una buona prognosi.
A tal fine in quasi tutti i Paesi si sono sviluppati programmi di screening per l'individuazione precoce del tumore mammario che si basano sul controllo mammografico della popolazione femminile nelle fasce di età a maggiore incidenza, al fine di riconoscere le lesioni precoci.
Lo screening mammografico prevede l’esecuzione di una mammografia effettuata ogni 2 anni in due proiezioni, cranio-caudale ed obliqua, in tutte le pazienti di età dai 50 ai 74 anni. Due medici radiologi addestrati valutano separatamente le immagini mammografiche al fine di individuare pazienti da sottoporre ad accertamenti complementari, che vengono richiamate per una ulteriore visita. Nelle donne dai 45 ai 50 la mammografia andrà invece ripetuta ogni anno con le medesime caratteristiche del programma
La mammografia rappresenta il test di elezione di uno screening sulla popolazione per svariate caratteristiche tecniche, purtroppo però alcune donne in tutte le fasce di età hanno un tessuto ghiandolare mammario denso.
La densità ghiandolare dipende da molti fattori, tra cui l’età della paziente: nelle donne più giovani prevale nettamente questo pattern ghiandolare, ed è questo il motivo per cui si deve associare all’indagine mammografica un controllo ecografico che consente una miglior performance del controllo senologico, mentre nelle fasce più anziane la sola mammografia può essere sufficiente.
La densità ghiandolare corrisponde alla componente fibroghiandolare della mammella. Il tessuto mammario ha 2 componenti (tessuto adiposo e fibroghiandolare) che variano a seconda dell’età, costituzione, attività ormonale e allattamento in modo inversamente proporzionale. Più tessuto adiposo è presente meglio è letto dalla mammografia e viceversa il tessuto ghiandolare con ecografia.
Più si invecchia più predomina il tessuto adiposo, riducendosi l’attività ormonale. Quando ciò non avviene si ha un aumento di rischio assoluto di sviluppare un tumore ed inoltre si corre il rischio di individuarlo più tardivamente per l’opacità.
La densità mammaria costituisce di per sé un fattore di rischio di sviluppare un carcinoma mammario (aumento di circa 6 volte il rischio); inoltre la situazione è ulteriormente aggravata dalla riduzione di sensibilità diagnostica della mammografia per il mascheramento delle alterazioni che non riescono ad essere visualizzate con conseguente minor efficacia della prevenzione per una diagnosi precoce.
Purtroppo negli ultimi anni abbiamo assistito ad un incremento (stimato attorno al 27%) delle neoplasie mammarie nella fascia di età 30/45 anni, fascia di età che, proprio per la densità ghiandolare, è esclusa dal controllo mammografico se non in presenza di sintomi, anche se proprio a questa età sarebbe fondamentale giungere ad una diagnosi precoce per migliorare la prognosi, generalmente più pesante nelle donne giovani.
Pertanto ad oggi si consiglia di effettuare il controllo mammografico a 40 anni associandolo ad una visita ed eventualmente ad una ecografia, mentre nelle donne più giovani si consiglia di iniziare con una visita delle mammelle, magari dal ginecologo, ed inserire un controllo ecografico annuale soprattutto se in terapia estro progestinica (pillola).

di Maria Silvia Sfondrini

Il dottor Marco Ferretti da gennaio ricopre in Associazione la carica di Direttore Sanitario. In questa intervista la sua storia professionale, i suoi obiettivi e i suoi progetti Dottor Ferretti, lei...
Vi riproponiamo l’intervista pubblicata sul primo numero di Notizie brevi del 2018 , l’unico dell’anno uscito in forma cartacea. Dopo 15 anni, trascorsi alla direzione del Servizio...
Da recenti dati di confronto con gli altri Centri trasfusionali della Lombardia, forniti da AREU (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza), risulta che il nostro Centro presenta una percentuale di...
Top