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Il malessere post donazione: I sali, presto!!

Il personaggio che usava frequentemente questa espressione era Paperon de’ Paperoni, che era soggetto a frequenti svenimenti (ogni qualvolta immaginasse di perdere anche un solo cent ...). Prima di cadere lungo disteso, richiedeva tempestivamente i sali ai nipoti paperi.
Beh, sembrerà curioso, ma la richiesta era veramente appropriata, e ogni donatore dovrebbe farne tesoro per evitare un possibile transitorio malessere in concomitanza della donazione di sangue.
Le cause del malessere post-donazione sono fondamentalmente tre, e possono anche essere combinate tra di loro. Vediamo quali sono e, soprattutto, come risolverle.

  1. L’emotività. L’emotività è tipica del donatore alla sua prima donazione, e la reazione interviene precocemente, più spesso subito dopo l’introduzione dell’ago. Può anche interessare i donatori di lunga data in periodi di particolare  tensione emotiva. Se abbiamo timore della donazione dobbiamo parlare liberamente con il medico e con le infermiere dei propri timori, magari anche con un amico o con un altro donatore.
  2. L’ipotensione ortostatica. Quando ci alziamo al termine della donazione, specie se bruscamente, potremmo avvertire un senso di vertigine. Teniamo presente che la donazione comporta una perdita di liquidi, e il corpo può richiedere qualche minuto per ‘riaggiustare’ i valori pressori. L’ipotensione ortostatica è la spiegazione più frequente dei malori, e si manifesta tipicamente al termine e nei minuti successivi alla donazione.
  3. Il sequestro di sangue. Se stiamo a lungo fermi, durante la donazione, il sangue defluisce nelle parti inferiori del corpo: in questo distretto si trovano vasi sanguigni ad elevata capacitanza che possono trattenere i liquidi impedendo un ricircolo appropriato.

Ma ci sono delle norme di comportamento per ovviare a tutto ciò: se seguiamo questi semplici consigli mai più malesseri!
 
La sera prima della donazione

  • Consumare una cena povera di grassi e di alcool, e con un contenuto di sali ‘fisiologico’. La cena perfetta è ad esempio la zuppa di verdure ben condita con parmigiano, qualche fetta di prosciutto crudo o bresaola.
  • Riposare adeguatamente. 

La mattina della donazione
Consumare sempre una piccola colazione. A parte il caso di pochi soggetti predisposti all’aumento della glicemia o dei trigliceridi, la colazione prima della donazione fa parte di un comportamento corretto quindi la colazione non è una concessione bensì un preciso consiglio, purché vengano rispettati alcuni principi:

  1. Va bene il the accompagnato da biscotti secchi o fette biscottate, ma l’ideale è la colazione salata: tra le possibilità il toast, qualche fetta di bresaola o prosciutto crudo, oppure un pezzetto di parmigiano, o uno snack salato... o qualche patatina (... purché non diventi una abitudine!);
  2. Tanta acqua: al mattino a casa, e dopo la donazione . Ma ricordate questo consiglio: è importante bere una bottiglietta d’acqua nei venti minuti che precedono la donazione: questo per dar tempo all’acqua di passare dallo stomaco alla circolazione ma prima che venga filtrata dai reni in vescica.
  3. Durante la donazione effettuare piccoli e facili esercizi di tensione muscolare. La contrazione ciclica dei muscoli delle gambe, dell’addome e dei glutei durante la donazione agisce da pompa sulla circolazione del sangue e previene la sensazione di ‘testa vuota’.
  4. Quando ci alziamo dal lettino facciamolo lentamente: dapprima seduti poi ci incamminiamo lentamente e senza sforzi. Se dovessimo avere un senso di testa mancamento mettiamoci immediatamente distesi. Ma se ci troviamo in un luogo dove non è possibile, niente di più semplice della posizione di ‘squat’ (avete presente come si dispongono i calciatori in prima fila sulle foto?) . In questo modo ristabiliamo velocemente l’equilibrio pressorio.
  5. E finalmente… i sali! Si, li abbiamo lasciati per ultimi ma sono perfetti sia prima che dopo la donazione. Non parliamo dei ‘sali auriferi’ di Paperone bensì dei prodotti usati dagli sportivi come integratori durante la attività, le classiche bottigliette ai vari gusti che troviamo in tutti i supermercati.

 
Cosa non fare
Evitare i cibi grassi (cappuccio, brioche, latte, uova) a colazione ma anche a pranzo! La digestione dei grassi è laboriosa e causa un richiamo di sangue al distretto digestivo sottraendolo così alla circolazione periferica;
Limitare gli zuccheri, altrimenti la glicemia potrebbe salire e scendere bruscamente.
 
Cosa è importante sapere
Queste semplici norme comportamentali sono il frutto del lavoro delle società scientifiche su migliaia di donatori di sangue.

di Alessandra Berzuini

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