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Comunicazione scientifica fra passato e futuro

Nell’epoca dei social media la comunicazione sfrutta una tecnologia, mai così avanzata, che consente trasmissioni di messaggi e immagini in tempo reale, condivisione di informazioni che passano da una persona a un’altra, con possibilità illimitate di accesso a post di un numero infinito di individui in ogni parte del mondo. Ma la disponibilità di una quantità così elevata di informazioni riesce a diffondere e facilitare una corretta conoscenza? Credo di no. Troppo spesso succede che vengano divulgate notizie non verificate o false date per vere e che tali non sono ma, condivise da più parti, danno l’illusione di essere veritiere. Se tutto ciò in generale è controproducente, diventa particolarmente pericoloso, addirittura dannoso, quando riguarda l’informazione in sanità. L’autorevole rivista JAMA, nel numero 18 del mese di dicembre, mette in guardia dai pericoli di questa comunicazione per la quale oltretutto “c’è sempre maggior evidenza che le notizie false si diffondono più facilmente e velocemente delle notizie vere” contribuendo a gettare discredito sulla comunità scientifica con il risultato che “una persona su cinque esprime scetticismo per il mondo della scienza” E non è poco!
A ciò si aggiunge il fatto che i social media ci hanno abituato a ricevere una quantità esagerata di notizie che, anche se corrette, così come sono nate altrettanto fugacemente svaniscono, superate come sono da quelle generate più di recente.
In questo contesto è importante che il mondo medico si impegni sempre di più nel preparare e diffondere con tutti i mezzi una corretta, comprensibile e appetibile informazione in ogni campo della medicina.
Per quanto ci riguarda da oltre 40 anni ci occupiamo di comunicazione scientifica cercando di aprire sempre nuove vie e creando nuovi modi di comunicazione sotto forma di incontri scientifici aperti alla cittadinanza e talk show portati anche in TV che hanno visto la partecipazione di personalità mediche di grande esperienza. Per non parlare della pluriennale e felice iniziativa di “Medicina in teatro. Casi clinici in scena”, pensata e ideata oltre dieci anni or sono con il professor Elio Franzini, attuale rettore dell’Università Statale di Milano, e realizzata con la Direzione scientifica del Policlinico e la stessa Università. Per anni, nell’Aula Magna della Statale, abbiamo affrontato, con i massimi esperti delle varie specialità mediche dell’Ospedale, i temi più dibattuti in medicina, introdotti ogni volta dalla messa in scena degli attori di ‘Sagome Teatro’. Questi appuntamenti hanno riscosso sempre grande interesse nella cittadinanza milanese, che anche oggi continua a seguirci nella serie attuale di “Medicina in Teatro” dedicata ai grandi Medici del Policlinico.
E mai abbiamo abbandonato le più tradizionali forme di comunicazione come le riunioni periodiche per volontari e donatori o la redazione della newsletter Notizie Brevi, dedicata proprio ai donatori, che cerca di informare correttamente i nostri lettori sui temi sanitari con particolare riguardo alla donazione e trasfusione di sangue e alla salute pubblica.
Continuando nella tradizione pubblichiamo in questo numero una guida, redatta dalla dottoressa Alessandra Berzuini, che si propone di richiamare l’attenzione dei donatori su alcuni aspetti da prendere in considerazione prima di venire a donare al Centro Trasfusionale. Stato attuale di salute, stili di vita e comportamenti, farmaci assunti, viaggi effettuati di recente, sono solo alcuni punti da considerare affinché un gesto di grande generosità ed altruismo come la donazione di sangue non si traduca in un atto che possa nuocere al donatore stesso o al paziente destinatario del suo sangue, una persona spesso in precarie condizioni e con un sistema immunitario compromesso che trova nella trasfusione di sangue un presidio insostituibile per la sua guarigione.
 
Anna Parravicini
Direttore Scientifico

La donazione di sangue è un atto di grande generosità ed altruismo che non deve tradursi in un danno per la salute del donatore o per quella spesso compromessa dei pazienti che...
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