SSN: si può e si deve migliorare

09/10/2018

Sono passati 40 anni da quel lontano ‘78 anno in cui il Parlamento italiano, rifacendosi al modello inglese varato nel 1948, approvò l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), che prevede accesso universale e gratuità delle prestazioni sanitarie al punto di erogazione, senza distinzione di razza, religione e censo. 
Fino a un recente passato il SSN ha dato buona prova di sé ma negli ultimi anni, a causa soprattutto della relativa inadeguatezza dei servizi erogati e della tendenza a crescere della spesa sanitaria (legata all’invecchiamento della popolazione e a tecnologie sempre più costose), sembra non rispondere più ai bisogni di salute dei cittadini. 
Ticket sempre più onerosi, disparità di trattamento nelle diverse regioni e il fatto che cittadini paganti in proprio abbiano un accesso privilegiato rispetto ai non paganti rappresentano solo le maggiori distorsioni, in contrasto con i principi ispiratori stessi del SSN.
Molti esperti si sono chiesti cosa fare per salvare il SSN. Ritengo che una disamina competente e approfondita sia quella contenuta negli articoli del professor Girolamo Sirchia dedicati a questo importante tema dal titolo: “Salviamo il Servizio Sanitario Nazionale” e “Torniamo ai principi ispiratori del SSN”.

Anna Parravicini
Direttore Scientifico

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