Le “smanie per la villeggiatura”: la riviera del Brenta

17/05/2019

La riviera del fiume Brenta è una bucolica striscia di terra scelta quale residenza di campagna dai dogi e, ancora oggi, da alcune famiglie veneziane. Le ville che da Padova alla laguna si specchiano nelle acque pacifiche del fiume hanno, per il visitatore che vi arriva a filo d’acqua, in sella a una bicicletta o in auto, il sapore un po’ letterario della villeggiatura nobile.
Dal 1409, assicuratasi definitivamente il controllo sul Brenta con l’annessione di Padova, la Repubblica di Venezia iniziò a dedicarsi alle proprietà terriere. Già dagli inizi del Cinquecento sorsero sfarzose ville circondate da parchi. I periodi di villeggiatura erano i mesi di giugno, luglio, ottobre e novembre. Nelle ville impazzavano le feste fino all’alba e nei giardini venivano rappresentate le commedie.
Per una gita di due giorni lungo il Brenta, che è costellato di ville, ne scegliamo alcune, perché sfarzose, suggestive o curiose.
Arrivando da Padova, ci fermiamo a Stra, a Villa Pisani, opera di Girolamo Frigimelica (1653-1732) e Francesco Maria Preti (1701-1774). È stata la dimora di Alvise Pisani, nominato doge nel 1735. Arrivando, si ha l’impressione di trovarsi di fronte a un palazzo francese. Il grande parco si estende intorno alla lunga vasca che, pur integrandosi nell’impianto complessivo della villa, è opera recente, essendo stata ideata nel 1911 dall’Università di Padova per effettuarvi studi relativi alle alte e basse maree. Villa Pisani si compone di 114 sale in onore di Alvise Pisani, centoquattordicesimo doge, che vi dimorava da giugno a ottobre per seguire la raccolta del grano e la produzione del vino. Nel salone delle feste, la Gloria della Famiglia Pisani attorniata dalle Arti e dalle Scienze è l’ultimo affresco realizzato dal Tiepolo (1696-1770). Sarà facile immaginare i balli che vi si tenevano anche guardando le pareti, lungo le quali corre una balconata dove si sistemava l’orchestra. Sull’angolo destro, formato dalla parete dove si trova la porta d’entrata e il soffitto, si noterà il pappagallo, “firma” del Tiepolo. Procedendo verso l’uscita si segua con lo sguardo il personaggio con la gamba penzoloni, che sembra cambiare lentamente posizione.
Curiosità: sempre a Stra, Villa Foscarini Rossi ospita il Museo della Calzatura e, a Dolo, Villa Badoer Fattoretto il Museo del Villano.
Lungo le case a schiera di un suggestivo angolo di Mira, Mira Porte, il Brenta forma un’ansa dove esisteva una chiusa. Oggi si svolge la vita animata di un piccolo borgo veneto, con la piazza e i bar dove si servono i crostini al bacalà mantecato. Di qui sono raggiungibili facilmente, anche a piedi, se si ha voglia di fare una passeggiata (circa due chilometri), la Villa Widmann Foscari e la Barchessa Valmarana.
A Villa Widmann Foscari soggiornarono Goldoni, D’Annunzio, Malipiero e Stravinskij. È un edificio settecentesco che, già nell’ingresso e nei balconcini su cui si aprono le finestre, lascia presagire la raffinatezza dell’interno, di gusto rococò. È soprattutto il salone delle feste ad attrarre il visitatore. Come sempre, i dipinti, opera di Giuseppe Angeli (1709-1798), raffigurano l’apoteosi della famiglia dei proprietari, la Gloria della Famiglia Widmann (sul soffitto) e temi mitologici.
Ai lati della settecentesca Villa Valmarana si trovavano le due barchesse (le parti delle ville dove veniva immagazzinato il grano). Quella sopravvissuta ha un aspetto monumentale. Circondata da un giardino all’italiana, è preceduta da un porticato a doppie colonne doriche. Come consuetudine, la famiglia dei proprietari trovava la sua “glorificazione” sul soffitto del salone centrale. L’affresco, della seconda metà del Settecento, è attribuito a Michelangelo Schiavoni, detto il Chioggiotto, della scuola del Tiepolo. L’acqua versata nella giara rappresenta il Brenta, la donna che porta il grano sulle spalle è il simbolo dell’agricoltura, che, oltre alla viticoltura, costituiva la principale attività della riviera. La raffigurazione del leone è poco verosimile: gli animali di altri continenti erano conosciuti solo attraverso i resoconti di viaggio. Anche la Barchessa Valmarana segue il leitmotif del trompe-l’oeil: sopra le porte, si affacciano dai balconi dei personaggi curiosi. Il salone è tra la sala delle arti e la sala dei capricci, dal nome dato agli ovali in cui sono dipinti paesaggi in monocromo violaceo, un pastiche che contiene elementi neoclassici (le colonne) e contemporanei (la gondola), trasfigurati dalla fantasia dell’artista.
Il piccolo paese di Malcontenta è raccolto intorno all’elegante Villa Foscari, la Malcontenta, che si affaccia, di sbieco, sul fiume. Piace pensare che il curioso nome sia dovuto al soggiorno “coatto” di una Foscari, di cui erano noti i facili costumi, “malcontenta” di vivere in una casa che sorgeva qui. Ma l’etimologia è da legare allo scavo di un canale detto “fossa dei malcontenti”, perché non tutti concordavano sull’iniziativa. Il canale diede il nome alla località, che si chiama Malcontenta almeno dal 1458. Andrea Palladio (1508-1580) la concepì come una residenza dell’antichità classica, a pianta quadrata, con il portico a tempio rivolto verso il Brenta. È curioso il calcolo palladiano delle dimensioni della villa, maniacale nella precisione: le misure dovevano basarsi sul numero 4, che ricorre come sottomultiplo. Varcata la soglia, ci si trova subito nel salone, da cui si accede alle altre stanze. Gli affreschi sono di Giambattista Zelotti (1526-1578), dalla pittura vicina a quella del Veronese. L’ambiente luminoso è affollato di personaggi mitologici. In una stanza si vede una bella signora veneziana, la leggendaria “Malcontenta”. La Stanza dei Giganti presenta la scena apocalittica e contrastata dei Giganti schiacciati da enormi massi in un paesaggio che, nella sua tranquillità, non condivide la drammaticità del momento. L’autore dell’affresco, terminato dallo Zelotti, è Battista Franco (1498-1561).
Superata Malcontenta, l’atmosfera pacificamente agricola della riviera viene gradualmente “minacciata” dal paesaggio industriale. Verso lo sbocco in laguna, i contorni delle ciminiere di Porto Marghera si fanno sempre più nitidi. La strada termina al parcheggio di Fusina, da dove ci si imbarca per Venezia, punto di partenza o logica conclusione di un viaggio che non si potrebbe intraprendere se “lei”, la Serenissima, non ne avesse, secoli addietro, fissato le mete.
 
Info
www.larivieradelbrenta.it
www.veneziaunica.it
www.turismopadova.it
www.veneto.eu
Unione dei comuni città della Riviera del Brenta: www.cittadellariviera.it.

In treno e in bicicletta
Le stazioni dove si può scendere per scoprire la riviera del Brenta sono Venezia-Santa Lucia, Venezia-Mestre, Padova. La riviera è cadenzata da piccole stazioni. Sulla linea Milano-Venezia: Padova, Ponte di Brenta, Vigenza Pianiga, Dolo, Mira Mirano, Mestre. Sulla linea Venezia-Adria: Mestre, Oriago, Mira Buse, Casello 11, Campagna Lupia, Casello 8, Bojon, Campolongo Maggiore.
È possibile muoversi in tutte le località usufruendo del servizo “treno+bici”. www.fiab-onlus.it.
Attenzione! È consigliabile percorrere la parte bassa della Riviera del Brenta, chiamata Cammino di Sant’Antonio, perché è meno trafficata. www.ilcamminodisantantonio.org, si veda “Il Lungo cammino”, tappa A e tappa B. La ciclopista del Brenta parte dalla Valsugana. Il tratto della riviera del Brenta, da Padova a Venezia, si snoda su strade aperte al traffico, quindi si consiglia prudenza e lo studio del percorso. “Dall’argine del canale di Piovego alle chiuse di Stra il percorso è ciclabile sterrato. Da Stra alla Malcontenta si devono percorrere stradine interne a sud del Naviglio del Brenta, tutte asfaltate ma aperte al traffico automobilistico che in alcuni punti è intenso.” (www.bikeitalia.it)
È possibile noleggiare le biciclette in loco e seguire tour guidati. Per informazioni: http://rivieradelbrentabike.it.
Sul nuovissimo sito www.venetobikeexperience.it, online fra circa un mese, sono indicati itinerari, servizi di noleggio e proposte di pernottamento e ristorazione.

In auto
La riviera del Brenta è il collegamento fluviale tra Padova e Venezia. A chi arriva da ovest, lungo la A4, si consiglia di uscire a Padova Est. Si seguano la Noventana e le indicazioni per Stra (SR11). Da Venezia-Mestre si seguano i cartelli per la Riviera del Brenta e Malcontenta (SR11).

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