Per arrivare nell’antico Egitto basta un’ora e mezza

15/03/2019

Non serve nemmeno partire dal binario 9 ¾, ma è certo che ci si sentirà un po’ Harry Potter in questo viaggio nel tempo tra i misteri dell’antico Egitto, che dal 1824 è come se avesse traslocato armi e bagagli (cioè papiri, mummie, sarcofagi, suppellettili, alimentari, vestiti e gioielli) a Torino.
Migliaia di reperti (alcuni esposti, altri nei depositi), quindici sale, quattro piani, due chilometri di percorsi. È secondo solo al museo del Cairo.
I numeri potrebbero ingolosire l’appassionato e l’archeologo e, forse, scoraggiare i più, in primis i bambini, ma il Museo Egizio di Torino è, in realtà, un immenso spazio-avventura, dove stupirsi, incuriosirsi, guardare, perfino odorare (il loto, i legni) e mettere alla prova le proprie capacità di piccoli detective.
A seconda dei gusti, del tempo e dell’età dei visitatori, le audioguide gratuite propongono il tour completo (150’), uno breve (60’) e uno per la famiglia (90’). 
Se scegliete il Family Tour, chiedete l’opuscolo che lo accompagna, con la mappa dell’antico Egitto e l’indicazione dei piani dove si trovano i principali reperti, numerati per orientarsi subito in ogni sala. Muniti di mappa e audioguida, ai piccoli esploratori è chiesto di ritrovare la gattina Miu, nascosta nelle sale.
Si percorreranno 4000 anni di storia, dall’epoca Predinastica a quella romana, passando da ammirazione a incredulità davanti alle testimonianze quotidiane di una civiltà avanzatissima e, seppur lontanissima nel tempo, vicina a noi per alcuni aspetti straordinariamente simili: i vestiti plissettati di 4.000 anni fa, i letti, i gioielli, il portatrucchi, il senet, gioco tipo backgammon, le ceste con gli alimenti.
Si potrà sbirciare in un deposito dove si trovano i reperti da analizzare, e seguire il lavoro all’interno dell’area di restauro, chiusa da pareti trasparenti. Qualche giorno fa, una restauratrice lavorava al computer accanto a un tavolo dov’era sistemato un coccodrillo mummificato. 
Si vedranno altre mummie di animali, tra cui cani, gatti, pesci, serpenti.
La scoperta del Museo Egizio è un viaggio nel tempo che ne contiene un altro, quello verso l’aldilà, un mondo parallelo in cui la vita proseguiva con le stesse necessità di quella nell’aldiqua, a partire dal cibo. Le barche in legno, le mummie, i vasi canopi, gli amuleti, le coloratissime decorazioni dei sarcofagi, la “Psicostasia”, cioè la pesatura dell’anima per valutarne i meriti, ma anche i letti, i poggiatesta, il cibo: tutto racconta lo sguardo profondo e quotidiano degli antichi Egizi verso orizzonti lontani.
La loro storia si dipana come in un labirinto, ed è appassionante seguirne il filo. 
Ma prima di uscire a gustare un dolce in qualche locale storico torinese (non fatevi mancare il bicerìn!), riusciranno i piccoli detective a ritrovare la gattina Miu?

Erica Zane

Info

Museo Egizio
via Accademia delle Scienze 6, Torino
Lunedì dalle 9.00 alle 14.00, da martedì a domenica dalle 9.00 alle 18.30
Tel. 011.56.17.776
info@museoegizio.it
www.museoegizio.it
Sul sito si trovano anche informazioni relative a visite guidate tematiche o attività per famiglie.
Se si sceglie il sabato o la domenica per la visita, è meglio acquistare il biglietto online per non fare lunghe file in biglietteria.

In treno. Scendere alla stazione di Porta Nuova. Incamminarsi per via Lagrange, che diventa via Accademia delle Scienze. Si arriva in 10-15 minuti.
Oppure prendere l’autobus 58 o 58B (fermata BERTOLA - 1642), o il tram 4 (fermata BERTOLA - 247).

In auto. il museo è in centro, vicino a piazza Castello. Conviene parcheggiare nel parcheggio Roma - San Carlo - Castello, cui si accede da piazza Castello (angolo via Viotti), piazza Carlo Felice, via Lagrange. Il parcheggio è vasto e ha un po’ l’aspetto di una grotta (il che può anticipare l’atmosfera di mistero che si gusterà nel museo). È consigliabile cercare un posto vicino a una delle uscite pedonali per evitare camminate con i bambini (che già scarpineranno tra le sale). Le casse sono vicine ad ogni uscita.

Caffè Al Bicerin
Locale Storico d’Italia dal 1763.
Piazza della Consolata, 5
http://bicerin.it/

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