Notizie Brevi, numero 19, 2013 (speciale 40 anni)

16/12/2013

Il Centro trasfusionale compie 40 anni

In un’occasione come questa non posso fare a meno di guardare indietro e riflettere su cos’era la trasfusione 40 anni or sono. Nella quasi totalità degli ospedali italiani il servizio trasfusionale era poco più di un centro di smistamento del sangue che veniva prelevato all’esterno per lo più dall’AVIS. Nei casi urgenti si ricorreva alla trasfusione ‘diretta’: si determinava il gruppo sanguigno del paziente, si convocava d’urgenza un donatore dello stesso gruppo che veniva immediatamente sottoposto a salasso; il sangue prelevato era infuso direttamente al paziente. Nei casi non urgenti si effettuava l’interreazione su un vetrino. Una goccia di sangue del donatore veniva mescolata con quella del ricevente: in assenza di una macroscopica agglutinazione il sangue intero (non esistevano gli emocomponenti!) veniva trasfuso. Fra le pochissime eccezioni il Centro di immunoematologia del Policlinico di Milano che aveva sviluppato delle competenze in questo campo e creato un gruppo di donatori dedicati al trattamento dei pazienti leucemici: il germe dell’attuale Centro trasfusionale. Accanto alla trasfusione si sviluppavano i trapianti grazie alla costituzione del Nord Italia Transplant (NITp) che ha contribuito alla crescita della donazione e del trapianto di organi nel nord Italia e in tutto il Paese.
Sono passati 40 anni ma è come se fosse passato un secolo. Il Centro trasfusionale del Policlinico svolge oggi un servizio trasfusionale personalizzato per i pazienti di 10 ospedali cittadini ai quali garantisce una trasfusione di qualità tempestiva e sicura, grazie anche alla Banca Regionale di Sangue Raro costituita negli anni ‘90.
Mi piace pensare che il nostro Centro, grazie alle competenze acquisite nel campo dell’immunoematologia, nella preparazione degli emocomponenti, nella donazione del sangue e nei programmi di prevenzione, e soprattutto grazie alla Associazione dei donatori, abbia costituito il modello per altri servizi trasfusionali che si sono via via sviluppati in tutt’Italia.
Tutto questo e molto altro viene rievocato nelle pagine seguenti scritte dal suo fondatore, il professor Girolamo Sirchia.

di Anna Parravicini

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