Alimentazione

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Rabaton monferrini

Ingredienti

Ricotta vaccina di pecora 600 gr
Erbe di campo (papavero, luppolo, tarassaco, radicchio, ecc.) 1 kg
Pecorino 50 gr
Parmigiano 100 gr
Uova 2
Un trito di erbe aromatiche (salvia, finocchietto, timo, ecc.)
Sale e pepe q.b.
Pane grattugiato 1/2 cucchiai (se serve)

Difficoltà
Media
Preparazione
50 min
Dosi
Per 4 Persone
Costo
Basso
Kcal
550
Preparazione

Lavare cuocere a vapore le erbe. A cottura terminata, strizzarle  accuratamente, per eliminare il più possibile l’acqua. Tritarle, unirle alla ricotta, amalgamare con le uova e il pecorino grattugiato, aggiustando di sale e pepe. L’impasto dovrà risultare morbido ma non molle, tanto da poter essere lavorato a mano. Qualora fosse necessario prevedere di aggiungere uno o due cucchiai di pane grattato, meglio se integrale, per dare consistenza all’impasto. Lasciarlo, quindi, riposare in frigorifero, per raggiungere la giusta densità. Utilizzando il piano di una spianatoia leggermente infarinato, formare piccoli cilindretti con un diametro pressappoco di 3 cm lunghi circa 5/6 cm Lessare quindi i rotoli preparati, cuocendoli a uno a uno, pochi minuti in acqua calda leggermente salata. Scolarli e disporli ordinatamente in una pirofila. Cospargerli con il parmigiano grattugiato, irrorarli con un filo di olio e infornare a 200°C per circa 15/20 minuti. Servire caldi.

Nota: in queste proporzioni, da considerarsi piatto unico, in abbinamento a un pinzimonio di verdure o un frutto.

 

Consigli
Le erbe di campo. La raccolta di erbe spontanee  commestibili permette a ognuno  di riappropriarsi  del valore della natura ricordandoci che esse per lungo tempo sono state alla base dell’alimentazione umana, prima dell’introduzione delle coltivazioni. Un tempo remoto i  nostri avi raccoglievano  semplicemente quel che il territorio nel quale vivevano dava loro, in un determinato periodo. La raccolta di piante edibili spontanee rammenta, inoltre, che una volta erano le stagioni a regolare l'alimentazione e non quasi il contrario, come paradossalmente sembra avvenire oggi, nella civiltà evoluta del progresso. Le erbe spontanee possono essere crude in insalata oppure scottate leggermente a vapore o magari aggiunte a farinate, frittate o zuppe o al massimo per qualcuna si può sempre decidere di essiccarne foglie, fiori o semi. Qualora non ci si ritenga di essere profondi conoscitori botanici è bene ricorrere al consumo solo di quei vegetali di cui si ha la certezza dell’individuazione perché alcune pianticelle possono vantarsi dell’esistenza di sosia, però non sempre commestibili.
 
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