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La crescente immigrazione presente in Italia comporta lo sviluppo progressivo di una società multietnica. Nelle società multietniche il numero di pazienti in possesso di gruppi sanguigni rari è molto elevato. I donatori di sangue raro rappresentano una risorsa per tutta la comunità. E’ quindi importate rendere consapevoli le minoranze etniche dei problemi a cui vanno incontro, incoraggiando la donazione di sangue.

La sottrazione di sangue viene immediatamente compensata dall’organismo: i liquidi accumulati dai tessuti vengono richiamati in circolo e il midollo osseo accelera la produzione di globuli rossi. In tal modo, il volume di sangue ritorna ai valori originali in un periodo di tempo compreso tra qualche minuto e poche ore. Il ripristino dei globuli rossi avviene più lentamente, ma generalmente si completa entro un mese circa dal prelievo.

Per autotrasfusione si intende la re infusione, in pazienti sottoposti a determinati interventi chirurgici, di un quantitativo di sangue loro prelevato in precedenza, conservato allo stato liquido o di congelamento. Il sangue viene poi trasfuso al paziente durante l’intervento chirurgico programmato e la trasfusione risulta priva di rischi, in quanto incapace di trasmettere malattie o provocare immunizzazione.
Una particolare tecnica di autotrasfusione è quella che consente di recuperare il sangue del paziente che fuoriesce dai vasi recisi durante l’intervento, con successiva re infusione intra-operatoria o nel periodo immediatamente successivo all’intervento. L’emodiluizione preoperatoria è l’anemizzazione deliberata del paziente; essa viene eseguita prelevandogli il sangue subito prima dell’intervento. Ciò consente di diminuire la viscosità ematica e di migliorare la circolazione del sangue nei capillari e la cessione di ossigeno ai tessuti, riducendo il rischio di complicazioni trombotiche post-operatorie.

Il sangue donato viene sottoposto ad opportuni controlli e separato in emocomponenti (globuli rossi, piastrine, plasma), cosicché la terapia con emocomponenti consenta un razionale trattamento del paziente, fornendogli solo l’elemento di cui necessita in forma concentrata.
Il sangue donato viene trasfuso a pazienti con tumori, leucemie, malattie croniche e genetiche, come la talassemia e altre patologie ematologiche, a politraumatizzati e in corso di interventi chirurgici o per i trapianti per permettere la guarigione o la sopravvivenza.

Una donazione è la raccolta di 405- 495 ml di sangue intero, contenente globuli rossi che trasportano ossigeno ai tessuti, globuli bianchi che combattono le infezioni, piastrine e plasma che permettono la coagulazione.
Il sangue raccolto viene utilizzato dopo essere stato frazionato nei singoli emocomponenti (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine, plasma).
Dal plasma si possono ottenere anche emoderivati quali albumina e fattori della coagulazione.

La maggior parte delle persone possono donare il sangue. Possono donare le persone in buone condizioni di salute, di età compresa tra 18 anni e 60 anni e con peso superiore a 50kg.

Perché il sangue non può essere prodotto artificialmente; la disponibilità di questa risorsa insostituibile ed indispensabile nella terapia di molte malattie dipende completamente dalla disponibilità e dal senso civico dei donatori.
In Italia non c’è abbastanza sangue da sopperire sempre alle necessità.
La donazione di sangue è un atto volontario e non retribuito, indispensabile per salvare vite umane e per migliorare la qualità della vita di persone ammalate.

La legge italiana stabilisce che, tra una donazione di sangue e la successiva, debba intercorrere un lasso di tempo minimo di 90 giorni.
Le donne in età fertile possono donare solo 2 volte all’anno, gli uomini quattro volte all’anno.

Verranno poste una serie di domande finalizzate ad indagare gli stili di vita, le condizioni di salute e l’anamnesi.

La donazione di sangue non può, per ovvie ragioni, essere anonima al personale medico- infermieristico del centro.
Tuttavia la privacy del donatore è garantita dal segreto professionale medico e dalla legge sulla privacy che individua i responsabili del trattamento dei dati in questione.

Per donare sangue è consigliabile essere a digiuno da almeno 2 ore, ma non da più di 15. E’ consigliabile una leggera colazione a base di tè o caffè non zuccherati, fette biscottate o biscotti secchi.

Il giorno prima della donazione è consigliabile bere molti liquidi ma non alcolici, fare dei pasti regolari e riposare bene la notte.
E’ sconsigliata invece l’attività fisica intensa poiché potrebbe incrementare il livello sierico delle transaminasi ALT – AST – EPK.
Due ore prima della donazione consigliamo di fare una leggera colazione.

Dopo la donazione di sangue è necessario bere abbondantemente (ma non assumere alcolici) e mangiare regolarmente. Evitare l’attività fisica intensa come palestra o allenamenti e di intraprendere lunghi viaggi al volante della propria auto.
In caso di malessere avvertire telefonicamente il Centro.

In base alla Legge 219/2005 art. 8 "I donatori di sangue ed emocomponenti con rapporto di lavoro dipendente hanno diritto ad astenersi dal lavoro per l’intera giornata in cui effettuano la donazione conservando la normale retribuzione per l’intera giornata lavorativa".
Basterà richiedere il foglio di giustifica firmato dal medico di turno in sala donazioni.

La maggior parte delle persone si sentono bene dopo la donazione e possono riprendere la normale attività. Evitate di sollevare oggetti pesanti per almeno 4 ore dopo la donazione. E’ raccomandato non donare il sangue se lo stesso giorno si è svolta un’attività fisicamente pesante.

Il tuo amico è il benvenuto.  Se porti un amico a donare ti verrà regalato un bracciale con il logo dell’Associazione.

Vi consigliamo di evitare di fumare per circa due ore dopo la donazione poiché “potrebbe” causare vertigini o svenimenti.

Alcune terapie per smettere di fumare possono provocare vertigini e nausea. Se si avvertono questi sintomi, si può donare solo quando quei sintomi saranno passati. Tuttavia, se siete in trattamento anti-fumo e vi sentite bene, allora dovreste essere in grado di donare. Si prega, comunque, di informare il personale medico del centro che si sta assumendo un trattamento anti-fumo.

I soggetti vegetariani possono donare il sangue. La cosa importante è seguire una dieta ben bilanciata, sufficiente a sopperire la necessità di ferro.

E’ oggi scientificamente dimostrato che il prelievo di sangue, diminuendo la viscosità ematica, migliora la circolazione (specie a livello dei capillari) e quindi la cessione di ossigeno ai tessuti.
A tale vantaggio contribuisce la rigenerazione cellulare e l’immissione in circolo di emazie giovani; infatti esse sono più flessibili (e quindi circolano più agevolmente) e sono capaci di cedere più facilmente ossigeno. Il miglioramento della circolazione e dell’ossigenazione tissutale comporta un minor rischio di trombo embolie. Questo è il motivo per cui il prelievo pre-operatorio del sangue (cosiddetta tecnica dell’emodiluizione pre-operatoria) è utilizzato per prevenire le temibili complicazioni tromboemboliche che si verificano altrimenti in oltre il 20% dei pazienti nel periodo post-operatorio.
Studi condotti su popolazioni indicano che il prelievo di sangue può costituire un mezzo per ridurre il rischio di trombosi e quindi di accidenti cardiovascolari.

Per i prelievi di sangue, da qualche anno, vengono usati i cosiddetti aghi indolori che per le loro caratteristiche di penetrazione non arrecano dolore.
Poiché per ogni donatore si usa un ago nuovo, del tipo indolore, il disturbo e il trauma della puntura sono praticamente nulli. La paura dell’ago, che tiene lontane molte persone dalla donazione, è quindi del tutto ingiustificata.

Dopo la donazione di sangue, questo si riproduce fino a raggiungere i livelli normali.
La riproduzione del sangue obbedisce, infatti, come la rigenerazione di tutti gli altri tessuti. Ai meccanismi biologici deputati al controllo della crescita. Non vi è quindi il pericolo che l’aumento numerico delle cellule del sangue continui indefinitamente obbligando il donatore a donare sangue per tutta la vita.

La donazione di sangue è anonima per cui non si può scegliere il destinatario.

Le malattie trasmissibili attraverso il sangue sono: infezione da virus HIV (AIDS), epatiti da virus A, B e C, sifilide, malaria, malattie tropicali ed esantematiche, parassitosi, mononucleosi, infezioni da citomegalovirus e ogni batterio, virus, protozoo o parassita presente nel sangue.

In numerosi studi epidemiologici su coloro che fanno o hanno fatto uso di droghe pesanti è stata riscontrata una aumentata incidenza di malattie trasmissibili; essa è dovuta non solo a trasmissione diretta, come lo scambio di siringhe, ma anche altri fattori di rischio (ad esempio rapporti sessuali a rischio).
Quindi, l’uso di droghe pesanti, anche assunte non per via endovenosa, controindica la donazione perché queste sostanze possono favorire comportamenti a rischio che espongono il donatore al pericolo di contrarre malattie infettive.

Informateci se state facendo uso di qualsiasi tipo di farmaco. Alcuni di questi possono essere trasfusi con il vostro sangue.

Ilpersonale medico avrà bisogno di sapere che farmaco stai utilizzando, quindi portalo con te.
Il medicofarà con te una chiacchierata sui farmaci ma nella stragrande maggioranza dei casi i tranquillanti, presi occasionalmente non impediscono di donare il sangue. La decisione comunque verrà presa dal medico durante la visita.

Dipende dal tipo di infezione. Per alcune non si può più donare (es. Epatiti).
Per altre infezioni bisogna essere completamente guariti. Il colloquio con il medico chiarirà la possibilità di donare.

Dopo la donazione è necessario rilassarsi per alcune ore. Ma se ci si sente deboli o si avvertono i capogiri, è raccomandato sdraiarsi immediatamente con le gambe sollevate e avvisare qualcuno che ci si sente poco bene.

Se sei in forma e sano potrai ancora donare il sangue. Tuttavia, se ti sei sottoposto a un recente trattamento o è presente un’infiammazione (Flebite), dovrai essere temporaneamente escluso e valutato in seguito dal medico del centro.

Se l’agopuntura è stata eseguita in un ambiente sanitario autorizzato si può donare, perché gli aghi usati sono monouso. Se, invece, il trattamento è stato fatto in altra sede precauzionalemente per donare bisogna attendere 4 mesi perché c'è sempre un potenziale rischio di infezione. Questa sospensione vale anche per piercing e tatuaggi.

Il prelievo di sangue facilita la circolazione; ciò, unitamente all’immissione in circolo di cellule giovani da parte del midollo osseo, migliora la prestazione fisica e psichica del donatore. E’ infatti comune una sensazione di benessere e di forza fisica dopo la donazione.

E’ la trasfusione di sangue che può determinare epatite nel ricevente se il sangue del donatore ne contiene i virus. Il rischio di epatite esiste quindi per il malato, e non per il donatore.

Il Centro trasfusionale del Policlinico ha attrezzato una serie di ambulatori specialistici che consentono alle persone non idonee alla donazione di essere periodicamente rivisitate ed indirizzate, in accordo con il medico curante, per meglio curare le loro malattie.
L’Ospedale Policlinico ha inoltre aperto ai propri donatori i suoi ambulatori specialistici al fine di allargare al massimo il servizio di tutela della salute dei donatori stessi. L’Ospedale Policlinico sa che, per ricambiare il dono del sangue, la cosa più gradita è offrire il meglio delle proprie competenze mediche e chirurgiche nel momento del bisogno.

Donare sangue non è affatto rischioso per la salute di chi lo fa, anche perché esistono precise disposizioni di legge che tutelano il donatore e stabiliscono la quantità di sangue che può essere donata ogni 90 giorni: si tratta di circa il 10% del sangue presente nell’organismo umano.
E’ tuttavia importante che il donatore segua una consistente idratazione e un’alimentazione ricca di ferro e di minerali utili a ricostituire i globuli rossi. In caso di malore durante o dopo la donazione è raccomandabile avvertire il personale del Centro trasfusionale.

Nelle donne la donazione di sangue non ha alcuna controindicazione. A titolo cautelativo, comunque, le donne in età fertile possono donare solo 2 volte all’anno, a differenza degli uomini che possono farlo fino a quattro volte, sempre con una distanza minima di 90 giorni fra una donazione ed un’altra.

Non è una controindicazione ma occorre verificare il valore dell'emoglobina.

Non è una controindicazione ma occorre verificare il valore dell'emoglobina.

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